La Società Carnevale Biaschese (di)mostra il suo impegno

Il carnevale di Biasca nasce ufficialmente nel 1495, data attestata da un documento che riferisce disordini nella zona. All’epoca Biasca era sotto la giurisdizione dell’arcidiocesi di Milano e sotto il regime inflessibile di Carlo Borromeo, che proibiva qualsiasi tipo di attività ludica. Questi divieti non vennero accettati dalla popolazione, che quindi chiese un compromesso, ovvero di avere una settimana all’anno per fare festa. Pertanto un gruppo di buontemponi si unì per favorire il divertimento e il benessere della comunità e nel 1895, organizzando appunto le attività carnascialesche, si diedero anche da fare per portare l’energia elettrica nel borgo. Poi nel 1902 venne fondato il primo vero e proprio comitato, che all’epoca aveva il nome di Società La Franchini. Come la società anche il Re Naregna ha avuto numerosi appellativi: da ‘Sua Maestà Tric e Trac’ è diventato ‘Duca della catenella’, per poi evolversi in ‘reggente del Gran Ciondolo di Biasca’ e infine dal 1951 permane quello che conosciamo oggi, il cui significato richiama lo scoppio irrefrenabile di risa. La Regina Taitü prende invece il nome della Regina di Etiopia che tradotto significa vanitosa, come una vera regina insomma! Infine, per quanto riguarda il giornale satirico, tipico di questa festività, quello di Biasca dal 1955 mantiene il nome di ‘Ra Froda’.
«Oltre ai quattro giorni di carnevale» mi spiega il neo Presidente Nicola Fovini «siamo attivi, a livello di comitato, anche in molte altre occasioni. Da sempre partecipiamo a eventi sportivi e non della regione per dare una mano ai cuochi per quanto riguarda la preparazione e la distribuzione delle vivande. Lo scorso anno inoltre abbiamo riinserito la tombola dopo un periodo di assenza in quanto il riscontro della popolazione è stato molto positivo, dunque quest’anno la riproponiamo nella serata del 2 dicembre. Da anni ci occupiamo anche del mercatino di Natale, il 17 di dicembre, infatti, numerose bancarelle si snoderanno nella via Lucomagno, a partire dal salone Olimpia fino a raggiungere il fulcro del calore natalizio nella Piazza Centrale. A seguire è previsto il party di natale fino alle tre del mattino».
Un mese di dicembre molto impegnativo per la Società Carnevale Biaschese, ma gli eventi non finiscono qui, perché anche i primi mesi del 2017 saranno ricchi di svariati eventi.
«La mattina del 3 febbraio è in programma la presentazione ufficiale alla stampa e poi alla sera ci sarà la festa con la presentazione per la popolazione. Durante questi due incontri esporremo tutto il programma, le novità e verrà svelato il tema di questa edizione. Il 27 febbraio poi è prevista la gara di fondue basata sulla qualità e la stessa sera ci sarà anche il party dei carristi, dove voleranno le frecciatine che non si sono detti per tutto l’anno. Infine dal 1 al 4 marzo ci sarà la festa che aspettiamo con impazienza e per cui lavoriamo alacremente per tutto l’anno: il carnevale biaschese!».
Insomma, il comitato del carnevale è sempre in pista per cercare di dare alla popolazione dei momenti di svago e divertimento, proprio come facevano ben 115 anni fa. L’organizzazione di tutti questi eventi richiede però un onere non indifferente e quindi mi chiedo quanti sacrifici bisogna fare per riuscire in questo intento. «Non parlerei di sacrifici» replica Nicola «ma di un grosso impegno, perché io l’ho fatto prima da regnante e come tale pensavo che fosse impegnativo; poi sono passato a Vicepresidente e l’impegno si è dilungato di parecchi mesi e ora come Presidente si comincia ancora prima. Il carnevale quindi si sente tutto l’anno, ma non solo a livello di comitato organizzativo, ma anche la popolazione ne parla sempre, sia al bar che in vacanza! E questo è un sostegno notevole che ci spinge a fare sempre meglio, infatti, come obbiettivi, per questo e per gli anni a venire, cercheremo di mantenere viva la tradizione, i punti salienti che negli anni si sono consolidati ma cercando di dare una ventata di innovazione, perché i tempi e le modalità organizzative sono cambiate e la gente pretende altre cose dal carnevale. Inoltre con la nuova formazione abbiamo la possibilità di lavorare al meglio visto che si tratta di un bel gruppo composto per la prima volta anche da parecchi giovani, giovani che in fondo rappresentano il futuro di questa società e se sono motivati la potranno portare avanti loro».